
L'Ospedale di Pisa fu eretto
nel XII secolo per revocare una scomunica, lanciata alla città
da Gregorio IX. L’antefatto va ricercato nello scontro in atto, nel periodo
1240-1260, tra il Papa (Gregorio IX) e l’Imperatore Federico II di Svevia
per il quale parteggiava la Pisa ghibellina. Il Papa, con l’intento di
deporre l’Imperatore, aveva convocato un Concilio Generale a Roma per il
mese di maggio del 1241; la guelfa Genova si assunse l’incarico di
far giungere a Roma, via mare, i prelati francesi, italiani e degli Stati
dell’Europa Centrale. L’imperatore pensò di evitare
la destituzione impedendo ai prelati di giungere a Roma e, a questo scopo,
ordinò al figlio Enzo di radunare la flotta imperiale e di unirla
a quella di Pisa: lo scontro tra la flotta imperiale e quella di Genova
avvenne il 3 Maggio 1241 e si concluse con la vittoria dei Pisani. Il concilio
fu impedito e Pisa ebbe la scomunica che durò in pratica fino alla
morte di Federico II e alla salita al soglio pontificio di Alessandro IV
(1254). La revoca della scomunica fu chiesta da Frà Mansueto Tanganelli
di Arezzo, dell’Ordine dei Frati Minori di S Francescoe penitenziere del
Papa, e concessa a due condizioni: riconoscere imperatore soltanto chi
fosse stato approvato dal Vaticano ed erigere uno Spedale. Le condizioni
furono accettate e la prima pietra dell’Ospedale, inizialmente denominato
di S Spirito e di Papa Alessandro IV e piu’ tardi di S Chiara,
fu posta il giorno di Pentecoste dell’anno 1257. Con bolla pontificia
del 24 giugno 1258, veniva altresi autorizzato l'Arcivescovo Visconti a
riunire nello 'Spitale Nuovo' tutti gli Ospedali e Presidi Sanitari della
città, da cui 'Spedali Riuniti'. Il governo dell'Ospedale fu affidato
ai 'fratres' e al loro Superiore detto Maestro O Rettore. Per evitare intrusi
ai frati dell'ospedale venne concesso il distintivo, da portare su cappe,
tonache e mantelli, formato da una lettera A unita ad una E e sormontate
da una croce (riferimento ad Alexander Episcopus). I frati nella loro opera
di assistenza vennero aiutati da pie donne che avevano fatto voto di rinuncia
ai propri beni e alla vita mondana per dedicarsi completamente all'assistenza
degli infermi da cui origina il nome di 'oblate' o suore di S Chiara. L'Ospedale
diventò efficiente e ricco e, agli inizi del '400, possedeva nella
sola Pisa 127 case. Nel 1546 l'Ospedale passò sotto la giurisdizione
di quello di S Maria Nuova di Firenze e governato dagli Spedalinghi e nel
1791, sotto la dominazione Austriaca, l'Ospedale venne commissariato. Con
l'avvento dell'Unità d'Italia il Ministro Rattazzi stabili' una
maggior partecipazione del Comune alla gestione dell'Ospedale e nel 1884
il Comune di Pisa nominò il primo Consiglio di Amministrazione che
si dette un Presidente.
Oggi "Spedali
Riuniti di S Chiara" è gestito dall’Azienda Ospedaliera Pisana (AOP)
guidata da un Direttore Generale (Dr Antonio Bizzarri), da un Direttore
Amministrativo (Dr Alfredo Porcaro) e da un Direttore Sanitario (Dr Tommaso
D’Angelo). L’ AOP è nata per dare una risposta assistenziale alla
domanda di prestazioni di piu’ alto livello tecnologico e/o professionale
e quindi per frenare l’emorragia di pazienti verso ospedali extra-regionali
e al contempo per attrarre pazienti da altre regioni. L’AOP ha un
bacino di utenza di 200.000 abitanti (provincia di Pisa) per attività
ospedaliera di base e di 1.250.000 abitanti (provincie di Pisa, Livorno,
Lucca, Massa Carrara) per attività di secondo livello. E’ un Ospedale
di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione (DPCM 12.4.94) che prevede:
Emergenze cuore, Neurochirurgia e Neurologia Intensiva, Nefro-Urologia,
Trapianti Renali, Chirurgia Toracica e Pneumo-Oncologia, Grandi Ustioni.
E' un Ospedale di Terzo livello (PSR 1996-98), in cui insiste la
prevalenza del percorso formativo del triennio clinico della Facoltà
di Medicina e Chirurgia dell'Università. Dotato di 1.700 posti letto
ha effettuato nell’anno 1996 oltre 60.000 ricoveri (30.000 per pazienti
della provincia di Pisa, 20.000 per pazienti residenti in altre provincie
della regione Toscana e 10.000(17%) per pazienti fuori regione) e circa
2.500.000 prestazioni ambulatoriali.
Il bilancio di previsione, in equilibrio
finanziario, per il 1997 e di 413 miliardi e si può valutare in
circa 300 miliardi l’indotto economico sul territorio pisano