LINEE GUIDA
Per la diagnosi ed il trattamento del carcinoma polmonare
DIAGNOSI
FASI I – II
Sospetto clinico di carcinoma polmonare
L’esordio clinico del ca. polmonare è associato ad una varietà
di sintomi e segni che possono esser causati sia dalla lesione
primitiva che da una sua diffusione sistemica o esser legati
ad una sindrome paraneoplastica associata. L’esordio in fase
precoce, con sintomi e segni legati al solo interessamento bronco-polmonare
(insorgenza di tosse o variazione delle caratteristiche di una tosse pre-esistente,
emoftoe, sintomi e segni legati all’ostruzione bronchiale quali presenza
di catarro mucoso filante o muco-purulento, febbre, sibili bronchiali fissi),
può se tempestivamente riconosciuto offrire al paziente una ragionevole
probabilità di guarigione attraverso l’esecuzione di un intervento
chirurgico. In una piccola percentuale di pazienti (5-12%) l’iter diagnostico
è, invece, innescato da un’anomalia rilevata da un Rx torace
occasionale, eseguito per altro motivo. Tuttavia circa i due terzi
dei pazienti presenta un esordio clinico in fase tardiva con sintomi
e segni loco-regionali e sistemici legati ad una estensione della malattia
oltre quelli che vengono considerati i limiti della terapia chirurgica
(ad es. disfonia, disfagia, sintomi e segni di interessamento pleurico
e/o pericardico, sintomi e segni di lesioni secondarie ossee o cerebrali)(Tab.19).
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SOSPETTO DI CA. POLMONARE
I più frequenti patterns di esordio
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Origine
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Sintomi e Segni
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%
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Loco-regionale
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Tosse
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Broncorrea
-
Dispnea
-
Dolore toracico
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Emoftoe-emottisi
-
Disfonia
-
Disfagia
-
S. vena cava superiore
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Adenopatia sovraclaveare
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8-61
20-45
7-40
20-33
6-31
3-13
1-5
1-4
26-42
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Sistemica
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-
Dolore osseo
-
Epatomegalia
-
Manifestazioni neurologiche
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6-13
3-20
4-21
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Paraneoplastica
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-
Anoressia/calo ponderale
-
Febbre
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Clubbing
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Osteo-artropatia ipertrofica
-
Neuro-miopatia
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8-68
7-21
0-20
0-9
0-10
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Assenza di sintomi
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-
Anomalia rilevata in Rx occasionale
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5-12
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Un approccio di tipo sequenziale alla diagnosi di carcinoma polmonare
richiede un razionale impiego delle metodiche a disposizione.
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Al sospetto di ca. polmonare suffragato dalla sintomatologia riferita
dal paziente, dai dati clinici raccolti nell’esame obiettivo, fa
sempre seguito un Rx torace obbligatoriamente in due proiezioni,
possibilmente confrontato con radiogrammi precedenti, e citologie dell’espettorato
(almeno due, raccolte ciascuna in almeno tre giorni) e l’esecuzione di
esami
ematochimici completi.
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Qualora il sospetto di ca. polmonare non venga confermato, il paziente
sarà sottoposto a follow-up radiologico soprattutto se soggetto
a rischio per età, abitudini voluttuarie, esposizione a carcinogeni
ambientali.
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Nel caso in cui le condizioni del paziente (performance status, età,
patologie associate) permettono la programmazione di interventi terapeutici,
a tali indagini di prima linea dovrà far seguito una più
accurata definizione della natura e dell’estensione intratoracica della
lesione (Tab.20).

Diagnosi di carcinoma polmonare
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La conferma del Sospetto Clinico porterà all’esecuzione di una TAC
torace (estesa sempre all’addome superiore per rilevare eventuali lesioni
epatiche o surrenaliche). Nel caso che l’Rx torace abbia rilevato la presenza
di versamento pleurico sarà necessario evacuarlo prima di procedere
all’esecuzione della TAC affinché non renda impossibile l’identificazione
di lesioni parenchimali.
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Le difficoltà diagnostiche sono diverse secondo la localizzazione
centrale o periferica della lesione. In entrambi i casi tuttavia non può
esser trascurata l’esecuzione di una fibrobroncoscopia che permette
prelievi cito-istologici (mirati sulle lesioni periferiche con l’aiuto
delle immagini TAC od eseguiti direttamente sotto guida radiologica) e
la definizione dell’estensione intrabronchiale. Nei casi in cui non sia
stato possibile eseguire prelievi mirati, la broncoscopia dovrà
esser fatta seguire da un nuovo es. citologico dell’espettorato raccolto
per almeno tre giorni.
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In caso di insuccesso nella tipizzazione della lesione si potrà
ricorrere, soprattutto per quelle periferiche, ad agoaspirati Rx-TAC
guidati o nel caso di neoplasie che giungano a contatto con la parete
toracica eco-guidati.
Nei casi in cui sia stato possibile raggiungere una tipizzazione, l’esame
potrà esser ripetuto oppure sarà necessario ricorrere a metodi
più invasivi.
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Per lesioni medioparenchimali dal diametro superiore al centimetro, in
assenza di adenopatie mediastiniche ed in soggetti non a rischio funzionale,
l’intervento
chirurgico con l’esecuzione di es. istologico estemporaneo seguito,
in caso di conferma, da una lobectomia è l’indicazione più
razionale.
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Le lesioni periferiche sub-pleuriche di diametro fino ad 2 cm si possono
avvalere dell’asportazione mediante video-chirurgia radio-guidata
che ne permette la diagnosi. La conferma della natura neoplastica primitiva
polmonare dovrà, comunque, esser seguita da una lobectomia di completamento.
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Nelle lesioni che si accompagnino a versamento pleurico, la video-toracoscopia
permette non solo di confermare l’eventuale interessamento pleurico neoplastico
ma anche di ottenere una tipizzazione della lesione. Tale indagine è
consigliata dopo una prima citologia negativa, qualora l’esame del liquido
abbia rivelato la presenza di un versamento essudatizio, siero-emorragico
o francamente emorragico (Tab. 22).
Nei casi non tipizzati che presentino adenopatie mediastiniche e/o sovraclaveari,
la diagnosi e contemporanea stadiazione può avvenire mediante interventi
invasivi di natura endoscopica e chirurgica quali:
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L’agoaspirato transtracheale e la mediastinoscopia che permettono
di effettuare prelievi cito-istologici sui linfonodi mediastinici anteriori,
paratracheali Dx fino all’angolo tracheo-bronchiale, paratracheali Sx sovra-aortici
e carenali;
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La Video-toracoscopia (VOS) con l’ausilio di una sonda USCD (ultra-sound
colo-doppler) permette di raggiungere le stazioni linfonodali non altrimenti
biopsiabili o di eseguire prelievi direttamente sul tumore nel caso di
sconfinamento su organi. adiacenti (mediastino, vertebre, etc.).
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La Biopsia linfonodale in caso di adenopatie che interessino le
stazioni pre-scaleniche, sovraclaveari, latero cervicali ed ascellari .
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