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Centro per lo Studio ed il Trattamento dell'Endometriosi e del Dolore Pelvico Cronico |
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ENDOMETRIOSI
A cura del Dr. Monti Massimiliano
Si
definisce endometriosi la presenza di tessuto endometriale (ghiandole e stroma)
al di fuori dell'utero in possibile rapporto con le ovaie, le tube di Falloppio, i legamenti dell'utero,
l'area tra la vagina e il retto (setto retto-vaginale), la superficie esterna dell'utero
ed il peritoneo.
La localizzazione dell'endometriosi nello spessore del miometrio (la componente
muscolare dell'utero) viene denominata adenomiosi ed è caratterizzata dalla progressiva
invasione di ghiandole endometriali e stroma nel miometrio. L'adenomiosi può
presentarsi in forma diffusa oppure localizzata; in quest'ultimo caso si possono
trovare degli impianti chiamati adenomiomi.
I sintomi riscontrati più frequentemente in caso di endometriosi sono dismenorrea (dolore mestruale; nell'endometriosi tipicamente tende ad aumentare di giorno in giorno), e dolori pelvici cronici Inoltre possono manifestarsi anche dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali) , ed infertilità (legata, se presente, alla alterazione anatomica delle tube od alla dislocazione degli organi genitali interni, a causa delle aderenze) . Esistono tuttavia anche pazienti totalmente asintomatiche. L'infertilità colpisce circa il 30% delle donne con endometriosi e può avere gravità variabile in relazione alla severità delle lesioni. I dolori pelvici cronici legati alla malattia non sono in rapporto all'estensione o alle dimensioni delle lesioni. Piccole formazioni (dette petecchiali), infatti, si sono rivelate più attive nella produzione di prostaglandine (sostanze mediatrici dell'infiammazione) spiegando la sintomatologia significativa che spesso le accompagna.
La diagnosi di endometriosi può essere effettuata solo mediante l'ispezione della cavità addominale mediante la laparoscopia L'esame dà informazioni su localizzazione, estensione e dimensioni delle lesioni e può quindi aiutare il medico e la paziente a prendere le migliori decisioni a lungo termine per quanto riguarda la terapia ed eventuali gravidanze. L'indicazione all'esecuzione di una laparoscopia è il fondato sospetto di endometriosi basato su dati ecografici (eventuale presenza di cisti dal tipico aspetto "sale e pepe"), clinici (infertilità, dismenorrea, dispareunia, dolori pelvici) e laboratoristici (aumento del CA-125, ed in alcuni casi del CA 19-9).
La terapia dell'endometriosi si è sicuramente evoluta nel corso degli anni, ma una cura risolutiva non è ancora disponibile. Una delle terapie possibili la terapia ormonale. Lo scopo di questa terapia è quello di bloccare l'ovulazione e l'attività ovarica il più a lungo possibile, portando ad un clima ormonale che favorisce la remissione della malattia talvolta anche per mesi o anni dopo la sospensione. La terapia ormonale può consistere nella somministrazione di estrogeni e progesterone (la comune pillola anticoncezionale), di solo progesterone, oppure di un derivato del testosterone detto danazolo. I risultati di queste terapie non sono brillanti ed alle volte gli effetti collaterali possono essere rilevanti (terapia con Danazolo). Esiste una relativamente nuova classe di farmaci denominati "analoghi del GnRH". Questi ultimi determinano una vera e propria menopausa farmacologica (chiaramente reversibile alla sospensione della terapia) che porta con successo alla atrofia delle lesioni. Effetto collaterale rilevante può essere la perdita di massa ossea. Per questa ragione tale terapia deve essere effettuata per massimo 6 mesi ed eventualmente supplementata con farmaci ad azione trofica sul tessuto osseo (ad esempio il tibolone). Poiché la gravidanza di frequente causa una remissione temporanea della sintomatologia e poiché si pensa che l'insorgenza di sterilità diventi più probabile con il perdurare della malattia, spesso si consiglia alle donne con endometriosi di "avere una gravidanza" il più presto possibile. E' stato rilevato che l'incidenza di gravidanze ectopiche e di aborti spontanei è sensibilmente più alta tra le donne con endometriosi, anche se portare a termine una gravidanza è sicuramente la cosa più probabile per una donna affetta da endometrisi che dovesse rimanere incinta. Gli
antidolorifici (FANS)
rivestono un ruolo importante nel trattamento del
dolore pelvico cronico legato
alla patologia.
La chirurgia radicale, ossia l'isterectomia, e l'eliminazione delle lesioni
endometriosiche e delle ovaie (per prevenire ulteriori stimolazioni ormonali)
diviene necessaria solo in caso di endometriosi complicata, invalidante e di lunga durata.
Questa opzione viene comunque raramente presa in considerazone. Alcuni autori suggeriscono che non venga somministrata terapia ormonale sostitutiva per un breve periodo (3-9 mesi) dopo l'isterectomia con annessiectomia per endometriosi. E' quindi chiaro come, visti i diversi approcci terapeutici, il piano di trattamento vada impostato secondo le precise esigenze del singolo caso clinico.
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Clinica Ostetrica e Ginecologia "P. Fioretti", Ospedale Santa Chiara, Università degli Studi di Pisa Direttore Prof. Andrea Riccardo Genazzani Responsabile del Centro: Dr. Vito Cela Webmaster: Dr. Massimiliano Monti
Sito web realizzato da Sabrina Mantero |
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