| Intervista al Prof. Ferrari |
L’UO si occupa in modo pressoché esclusivo di Chirurgia Vascolare. Vengono trattate tutte le patologie vascolari di interesse chirurgico, arteriose e venose. In ambito arterioso, molti pazienti si rivolgono al nostro Centro perché affetti da stenosi carotidea o da aneurisma aortico. Nel territorio epiaortico, oltre alle carotidi, ci occupiamo anche di chirurgia dell’arteria vertebrale e delle arterie degli arti superiori. Trattiamo anche la patologia dell’aorta toracica e toraco addominale, pur con frequenza inferiore rispetto alla aorta addominale. Dal Novembre 1998 impiantiamo protesi aortiche, iliache, femorali e poplitee per via endovascolare. Questa tecnica, che non richiede anestesia generale, né grosse incisioni, è molto meno invasiva. Alcuni di questi interventi vengono eseguiti nella sala operatoria, con l’ausilio di apparecchiature portatili; altri in collaborazione con il reparto di Radiologia Interventistica. Alla ricerca di tecniche mininvasive, oltre a quelle endovascolari, che, purtroppo, non sono praticabili in tutti i casi, abbiamo sviluppato la tecnica dell’accesso lombotomico extraperitoneale all’aorta addominale, ma, soprattutto, quello laparoscopico, utile per la cura degli aneurismi dell’aorta addominale. Osserviamo frequentemente pazienti affetti da patologie dell’arteria renale: quelli che non possono avvalersi di tecniche per cutanee (angioplastica e stent), vengono sottoposti a procedure a cielo aperto. In ambito flebologico, oltre alle tecniche tradizionali, impieghiamo le tecniche endovascolari (laser radiofrequenza e scleroterapia eco-guidata) ed endoscopiche -per la legatura sotto fasciale di perforanti incontinenti-. Ci occupiamo di prevenzione della tromboembolia polmonare, attraverso il posizionamento di filtri cavali, sia temporanei, sia definitivi.
Sussistono eventuali collaborazioni nazionali e internazionali? Se sì, quali sono?
In ambito ospedaliero manteniamo stretti rapporti con reparti di medicina, e, soprattutto, con il reparto di diabetologia che si rivolge a noi per pazienti con ischemia critica degli arti inferiori, affinché vengano sottoposti a rivascolarizzazioni (bypass a livello delle arterie di gamba).
A livello internazionale vige un accordo tra l’Università di Pisa e la Libia, promosso dal Direttore del Dipartimento di Oncologia, dei Trapianti e delle nuove Tecnologie in Medicina, Franco Mosca, dall’Assessore del Diritto alla Salute della Regione Toscana, Enrico Rossi e la ” Lybian board for medical specialties”.
In che cosa consiste l’accordo stipulato?
L’accordo prevede la cooperazione a vari livelli ed in ambiti diversi. Per quanto ci riguarda, abbiamo attivato in questo anno accademico un Master di durata annuale, di cui sono il Direttore, rivolto ai chirurghi generali libici, interessati alla Chirurgia Vascolare tradizionale ed alle nuove tecniche endovascolari, con particolare approfondimento sul diabete, vista l’elevata incidenza della patologia.
Oltre a questo master, in cosa altro consiste l’offerta didattica?
Esiste una Scuola di Specializzazione di Chirurgia Vascolare, che dirigo ed un Master di primo livello in ”Minimally Invasive Care” per infermieri.
Attualmente sono in corso progetti di ricerca?
Sì, sono in corso vari progetti di ricerca con il Centro di Eccellenza ENDOCAS (center for computer assisted surgery) riguardanti la “navigazione” endovascolare mediante un sistema di rilevazione elettromagnetico, allo scopo di ridurre l’esposizione ai raggi x. Altri progetti di ricerca riguardano la laparoscopia in chirurgia vascolare e lo sviluppo di nuovi strumenti chirurgici per la chirurgia vascolare minivasiva.
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