Bollettino della Sezione Autonoma di Angiochirurgia Mininvasiva


          

           N°1 Gennaio 2005


  Editore: Consiglio Direttivo SAAM
 
Redattori: Daniele Adami,  Piero Brustia,  Gaetano de Donato,  Mauro Ferrari,  Alessandra Renghi
 
Collaboratori esteri:  Yves Alimi (Francia),  Yves Marie Dion (Canada),  John K. Edoga (USA),  Rolf Kolvenbach (Germania)

L’ANALGESIA NON  È TUTTO QUELLO CHE VOGLIAMO


Due sono le sfide: 
 
the repair of an aortic aneurysm to be performed as day surgery”(H Kehlet) and ”are the anesthesiologists
ready?” (F. Carli).

Alessandra Renghi e’ anestesista presso l’Ospedale di Biella. 
Dal 1998 si occupa di tecniche di recupero accelerato, dapprima in chirurgia generale maggiore e, succesivamente, in chirurgia vascolare. 
Dal 2000 si occupa di  valutare l'appicabilià di tecniche di fast track e l'impatto di un modello organizzativo fondato sulla Medicina Perioperatoria in chirurgia vascolare.

Che cos’è la medicina perioperatoria

 while no single technique or drug regimen has been shown to eliminate postoperative morbidity and mortality, multimodal intervention may lead to a major reduction in the undesiderable sequelae of surgical injury with improved recovery and reduction in postoperative morbidity and overall costs”.
Così Henrik Kehlet ha sintetizzato il suo interesse non solo per la chirurgia mininvasiva, ma per la revisione in toto della gestione del paziente in  perioperatorio.
Nel 1999 Franco Carli ha osservato che, nonostante i progressi delle tecniche anestesiologiche e chirurgiche, la chirurgia maggiore ha sempre delle conseguenze indesiderabili e che solo lo studio della fisiopatologia perioperatoria ci permette di controllarle.
La risposta allo stress coinvolge tutti gli organi, tramite l’attivazione dei sistemi ormonale, neuroendocrino ed infiammatorio. Tale risposta è causata non solo dal trauma chirurgico “per se”, ma da tutti i componenti del perioperatorio (digiuno, ansia, ipotermia, immunosoppressione, ipossiemia, allettamento, alterazioni del ritmo sonno-veglia…). 
continua

IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA SAAM

 

IL Coordinatore Saam Gaetano De Donato scrive:

Cari Amici  o per meglio dire Carissimi Amici, visto che coloro che leggeranno queste due righe mi saranno ancor più cari, perché presumibilmente  pochi  (e questo non per scimmiottare Collodi  che nell’Introduzione  al suo Pinocchio si rivolgeva “ai suoi venticinque lettori”).
Anche se noi come numero  siamo  oggi più o meno  lì, segretamente (ma non tanto) speriamo di ottenere  in futuro un numero di lettori non dico quanto Pinocchio, ma proporzionalmente  adeguato alle esigenze della moderna Angiochirurgia Mininvasiva.
“La Chirurgia per dare più Anni alla Vita, e più Vita agli Anni”, perché al giorno d’oggi non basta più far sopravvivere il paziente per un numero sempre maggiore di anni, ma soprattutto dobbiamo offrirgli una qualità di Vita il più ottimale possibile. Perciò  Chirurgia Mininvasiva, quasi senza dolore (per quanto possibile), e con brevissima ospedalizzazione. Quindi non possiamo non essere d’accordo con Patey – grande Chirurgo – che diceva, testualmente: “La quantità di vita non rappresenta l’unico parametro attraverso il quale devono essere giudicati i risultati; la qualità di vita è infatti ugualmente importante”
Non è più il tempo dell’assioma “Grande incisione, Grande Chirurgo!”, come negli anni ’50 -‘60. Quest’ormai ex-assioma  trovava la sua ragion d’essere sul fatto che con la grande incisione il Chirurgo che ne avesse avute le capacità poteva aggredire tutti gli organi ed apparati ammalati. Ma oggigiorno ciò è possibile anche con la Chirurgia Mininvasiva, e con maggior gradimento da parte dei pazienti tutti. Soprattutto se ci ricordiamo che, in quegli anni, talvolta al termine dell’atto operatorio la conclusione era la seguente: “L’intervento è riuscito, ma l’ammalato  è morto “. E questo perché alla pericolosità della patologia  - talvolta potenzialmente mortale – si veniva ad aggiungere la pericolosità dell’atto chirurgico con la sua maggiore aggressività. Orbene  oggi così non deve essere. L’atto angiochirurgico deve essere il più “dolce” possibile, e quindi il meno “pericoloso” per il paziente.
 Mininvasività  non significa solo incisioni minuscole, fori e forellini per la videolaparo-angiochirurgia – che assolutamente deve svilupparsi, fortificarsi  ed uscire da quella ristretta cerchia di superaddetti ai lavori – ma anche un diverso e più moderno approccio a tutta la problematica, che può andare dall’impiego di anestesie sempre meno “generale con IOT”, fino ai più spinti sistemi per la levata precoce,  con la collaborazione del paziente.
E per tornare alla videolaparo-angiochirurgia (VLAC) il campo è talmente vasto che ognuno può applicarsi secondo le sue particolari attitudini: totale o assistita, hand-assisted o Midas-3A. Il cammino è lungo, e certo non facile. Ma le difficoltà sono fatte per essere superate. Già John Ruskin  sul finire dell’Ottocento soleva dire: “Quality is never an accident: it is always the result of intelligent effort”.
Carissimi Amici, Natale si avvicina ed io desidero porgervi, anche a nome di tutto il Consiglio Direttivo della SAAM, i nostri migliori Auguri di Buone e Serene Festività con le vostre Famiglie, di tutto cuore.
Natale ci fa ritornare tutti un po’ bambini con il pensiero anche alle favole, come quella di Pinocchio, che Collodi o per meglio dire Carlo Lorenzini (Collodi era il nome d’arte da lui scelto dal  borgo, frazione di Pescia, dov’era nata la madre)  alla fine fa divenire un umano bambino . Pinocchio  di errore in errore è cresciuto; alla dura scuola della sua stessa esperienza è maturato. Una mattina si sveglia mutato in un ragazzo vero di carne e d’ossa. Da burattino è diventato uomo. Ma si può ben dire che non è stata la Fata Turchina  a compiere il miracolo: è stato Pinocchio stesso . Anche lui, come ogni altro uomo, è figlio delle sue azioni.
Cos’è Pinocchio? Un romanzo d’avventura o una fiaba?
Cos’è la SAAM.
Cosa sarà la SAAM?
Solo Voi potete rispondere!

  Gaetano de Donato

MININVASIVITA'  E  TECNOLOGIA

Mauro Ferrari segretario SAAM scrive:

Molti avranno sicuramente notato
come l’aggettivo "mininvasivo" viene
usato sempre piu’ frequentemente nelle 
definizioni  delle procedure di chirurgia 
vascolare: la cosa non e’ sorprendente,
perche’ non riguarda solo noi, i chirurghi 
vascolari, ma invita a riflettere.
La Societa’ di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare ha accettato di istituire 
una sezione autonoma di angiochirurgia mininvasiva, la SAAM, appunto.
Ha senso tutto questo? Che cosa spinge in questa direzione?

LA MININVASIVITA’
La tendenza verso la mininvasivita’ parte da lontano, dalla naturale resistenza verso la violazione fisica, quella, per intenderci, che 
porta ogni bambino a preferire la compressa 
o lo sciroppo alla iniezione.
Si e’ affacciata, la mininvasivita’, sulla nostra scena negli anni ’80, con l'introduzione nella pratica clinica della angioplastica percutanea (arteria renale); allora i chirurghi vascolari 
hanno accettato, senza battere ciglio, che i 
pazienti affetti da stenosi dell’arteria renale, 
che fossero da trattare, passassero dal tavolo operatorio a quello radiologico.
Nessuno di noi (chirurghi vascolari) si e’ reso conto che iniziava una rivoluzione nel modo di curare le malattie e che questo avrebbe avuto ripercussioni importanti.
LA LAPAROSCOPIA
Per molti anni non e’ accaduto nulla altro di rilavante; poi, all’inizio degli anni ’90, e’ toccato 
ai chirurghi generali fare i conti con una nuova tecnica, ovvero la laparoscopia.
A quell’epoca, ero inserito in un contesto di chirurgia generale e ricordo bene le resistenze 
di chi non voleva abbandonare il vecchio per il nuovo, aggrappandosi a tutti gli appigli 
possibili, alcuni anche, apparentemente, solidi. Infatti, 
nella fase iniziale, la procedura laparoscopica durava molto, mentre quella convenzionale, 
se non complicata, si portava a termine in pochi minuti, 
era sicura e poteva servire come intervento di addestramento per i piu’ giovani. Perche’ 
perdere tutto questo?
Ma l’evoluzione di alcuni eventi e’ inarrestabile 
ed oggi, chi non si adeguato a fare la colecistectomia laparoscopica, trova difficolta’ a rimanere competitivo.
La coincidenza di interessi di ampia portata e’ il motore di queste “accelerazioni inarrestabili”. Il bambino cresce, ma continua a preferire la minor violazione possibile, purche’ garantito che il risultato finale non sara’ inferiore.
L’amministratore guarda con favore alle 
procedure con degenze brevi e le industrie “devono” conquistare il mercato (gli ospedali) 
con i loro prodotti a piu’ o meno alto contenuto tecnologico.    
continua

                                                   Mauro Ferrari


COMMENTI DALL'ESTERO: 
Prof  Ralf Kolvenbach


Ralf Kolvenbach dirige la Divisione di Chirurgia Generale, Vascolare, Endovascolare e di Flebologia presso l’Augusta Hospital di Duesseldorf. E’ professore presso l’Universita’ di Duesseldorf, citta’ nella quale e’ nato  48 anni fa. Il suo curriculum e’ molto ricco di esperienze all’estero, non solo in ambito di chirurgia vascolare. E’ stato, infatti, fellow in reparti di Cardiochirurgia e Chirurgia Toracica di prestigiose universita’ americane. Specialista in Chirurgia Generale, Traumatologia, Ortopedia, Urologia e Chirurgia Vascolare, si occupa, a tempo pieno, dal 1988 di Chirurgia Vascolare.E’ istruttore di chirurgia aortica laparoscopica presso l’IRCAD di Strasburgo dal 1999. E’ membro di molte Societa’ Scientifiche e del comitato editoriale di alcune riviste scientifiche. Ha una vasta esperienza di tutte le procedure di chirurgia vascolare.

Total Laparoscopic Aneurysm Repair-Prelimenary Experience

Laparoscopic assisted aortic aneurysm resection  requiring a mini laparotomy can be performed as a routine procedure.  We report now our preliminary experience with a total laparoscopic approach to treat patients with infrarenal abdominal aortic aneurysms.  We also wanted to test whether a masterslave robot could facilitate the total laparoscopic procedure.....


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Corrispondenza con l'editore
   Revisione della letteratura internazionale sulla chirurgia  mininvasiva
   Casi clinici di particolare interesse

 

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