Emodiluizione
 
L’emodiluizione normovolemica acuta è una emodiluizione preoperatoria intenzionale indotta dallo scambio di sangue intero con soluzioni colloidi o cristalloidi per preservare il sangue autologo mentre si mantiene la normovolemia.  
L’emodiluizione intraoperatoria, ricupero di sangue e ritrasfusione sono opzioni appropriate quando ci si attende una grossa perdita di sangue da un particolare intervento chirurgico e sono un complemento essenziale nel trattamento di vittime di traumi e colpiture.  
L’emodiluizione preoperatoria è comunque condotta immediatamente prima o dopo l’induzione della anestesia ed è comune tra pazienti che devono subire una operazione chirurgica di elezione. 
L’emodiluizione è stata impiegata durante operazioni di ortopedia, inclusa la sostituzione totale di anca; interventi di chirugia generale, compresa la resezione del fegato e, più estensivamente, cardiochirurgia.  
Se il sangue deviato è mantenuto in contatto continuo con la circolazione del paziente, può essere reinfuso successivamente senza violare il suo credo religioso.
 
 
Procedura per l’Emodiluizione Normovolemica Acuta

1. Controllo dell’ematocrito iniziale (HTC), pulsazioni (HR), pressione arteriosa media (MAP) e pressione venosa centrale (DVP). 
2. Raccolta del sangue venoso e arterioso  in una sacca da sangue posta su di una bilancia. Sostituzione di sangue con colloidi per ottenere unità 1 e 2 di sangue autologo. Infusione endovena di collodi sulla base di 1 volume x 1 volume, per mantenere la normovolemia. 
3. Controllo di HTC, HR, MAP, CVP 
4. Scambio di sangue con colloide per ottenere unità 3 e 4 di sangue autologo. 
5. Deposito delle unità di sangue autologo numerate vicino al paziente, pronte per la reinfusione (nei Testimoni di Geova si deve subito preparare una via di reinfusione per evitare il completo distacco del sangue prelevato). 
6. Intervento chirurgico. 
7. Controllo di HCT, HR, MAP, CVP. 
8. Ritrasfusione delle unità di sangue nell’ordine 4,3, 2, 1. 
 

 
Controindicazioni all'Emodiluizione Acuta Normovolemica
 
  • Affezioni coronariche
  • Anemia consistente
  • Affezioni renali
  • Grave insuffienza epatica
  • Enfisema polmonare
  • Affezione ostruttiva polmonare
  • Grave ipertensione
  • Deficienza di coagulazione 
 
“ Non c’è una definizione standard circa i gradi di emodiluizione, ma è generalmente accettato che un livello di ematocrito del 28% è emodiluizione, del 10% è emodiluizione estrema, e del 15% è emodiluizione profonda. Il grado di emodiluizione varia a seconda della condizione preoperatoria del paziente, della totale superificie corporea e della durata dell’intervento. L’emodiluizione moderata è una procedura sicura per pazienti con meno di 60 anni di età;  bisogna esercitare cautela con l’emodiluizione estrema nei più anziani.  L’emodiluizione estrema è meglio tollerata nei pazienti più giovani che hanno una maggiore capacità di mantenere costante il volume di sangue circolante, anche se non è consigliabile per l’uso routinario. L’emodiluizione non è consigliabile per pazienti con problemi alle coronarie, anemia consistente, affezione renale, grave insufficienza epatica, enfisema polmonare o patologia ostruttiva polmonare.  
Durante l’emodiluizione il trasporto di ossigeno (DO2) viene mantenuto principalmente incrementando la portata cardiaca.  Durante l’emodiluizione, come la viscosità del sangue decresce, diminuisce la resistenza al flusso dei fluidi a peso molecolare più basso usati per la diluizione. La viscosità del fluido diminuita accresce l’output cardiaco e non mette a rischio il trasporto  di ossigeno. La massima riduzione nella resistenza vascolare sistemica avviene quando il livello di HCT si abbassa da 45% a 30%. Il colloide destrano a più basso peso molecolare può migliorare la distribuzione del flusso di sangue entro la microcircolazione periferica con incremento dell’efficienza dello scambio di ossigeno.La massima capacità di trasporto di ossigeno avviene ad un livello di HCT del 30%. I meccanismi compensatori che risultano dalla emodiluizione comprendono l’aumento del flusso del globale del sangue, l’aumento dell’estrazione dell’ossigeno, la riduzione dell’affinità dell’ossigeno alla emoglobina (Hb) che sposta a destra la curva di dissociazione. Fintantochè il paziente rimane ben ossigenato, l’aumento dell’output cardiaco compensa la diminuzione della concentrazione di Hb. Le proprietà emodinamiche del sangue vengono migliorate dalla riduzione del valore di HCT e, ammesso che i meccanismi compensatori rimangano intatti,, la perfusione e l’ossigenazione dei tessuti non sono influenzate negativamente. Perfino a livello di emodiluizione profonda, l’estrazione di ossigeno aumenta ed il consumo dello stesso rimane a livelli pressochè normali. La continuazione dell’apporto di ossigeno durante l’emodiluizione è raccomandata a patto che sia mantenuta la normovolemia,  raccomandazione questa che non può essere iperenfatizzata.  
Livelli estremamente bassi di HCT (<15%) sono tollerabili quando  si evita rigorosamente l’ipovolemia. Il grado di controllo esercitato allo stadio sperimentale non può necessariamente essere raggiunto nelle condizioni di sala operatoria. Quando l’emodiluizione moderata o profonda  si combina con l'ipovolemia, avviene la decompensazione e l’output cardiaco può cadere precipitosamente. Durante l’emodiluizione il sangue viene tolto pre o intraoperatvamente, raccolto nelle sacche standard e  depositato come sangue al destrosio citrato fosfato (CPD) a temperatura ambiente. Questo processo preserva l’integrità dei globuli rossi e dei fattori di coagulazione e consente la disponibilità di sangue autologo, fresco e sicuro per la reinfusione postoperatoria Non sono richiesti  speciali apparecchiature, né personale specializzato  Il tempo dell’operazione è spesso ridotto, il che in ultima analisi, porta ad una riduzione della perdita di sangue durante l’intervento. Altri benefici dell’ANH includono un miglioramento postoperatorio nella funzione polmonare, renale e del miocardio.”  
_________________________  

Estratto da  "Alternatives to Allogenic Blood Use in Surgery: Acute Normovolemic Hemodiluition and Preoperative Autologous Donation"; D'Ambra MN and Kaplan DK, The American Journal of Surgery, Vol.170, N°6A (suppl.), Dicembre 1995